mercoledì 28 agosto 2013

Solitudine Ispiratrice

David Hockney - Yves Marie che Dorme (1974)

Sono sempre stato interessato alla vita solitaria di una persona della mia zona, nata circa tre generazioni fa; il suo stare solo, il suo non parlare, il suo vivere la giornata, i suoi segreti e la sua modesta vita.
Non voglio rendere questa mia sensazione idilliaca, è una persona normale, a cui viene dato del "malato" per colpa del suo scarso metodo di relazionarsi con le persone.
Non voglio parlare di persone che non conosco, ne voglio mancare di rispetto nessuno. Il suo carattere e la sua chiusura sociale negli ultimi mesi mi hanno dato da pensare, e non poco.

Com'è mio solito fare, ho iniziato a pormi domande su quello che sono i miei punti di vista: come si vivrebbe se l'amore non fosse così disastroso, e la nostra vita fosse uguale a quella che viviamo, senza sperare, soffrire in silenzio, aspirare a tenere viva una relazione oltre mare, o semplicemente non buttarsi giù di morale o da qualche balcone? Cosa è realmente giusto e cosa si prova a vivere una vita senza amore?

Ultimamente riesco a scrivere meno, non per mancanza di tempo, ne per mancanza di 'sensazioni' ne di ispirazioni; semplicemente non riesco a racchiudere il tutto come vorrei.
Non sono uno scrittore, quindi è veramente difficile far trasparire quello che voglio che si legga.

Quando cammino il mio cervello elabora un sacco di domande su qualsiasi cosa. Forse dovrei (dovremmo) smetterla di pormi (porci) domande e vivere la vita di attimi senza sperare in un futuro solido, ma allo stesso tempo fra me e me, nelle ore più profonde della notte, mi dico: 'Perché smettere ?'

Jonathan

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