venerdì 7 marzo 2014

I followers di Eros


"Eros al tempo di Instagram"

Vi siete mai fermati a pensare ai teatri che creiamo quando finisce una relazione?
Diciamo frasi da copione tramite WhatsApp o Telegram perché ormai affrontare la vita di persona è diventato mainstream. Ascoltiamo canzoni che ci ripetono frasi del tipo 'non sarò niente senza te', i nostri profili internet sono ricoperti da un velo (pietoso) di lutto e così via.

Spesso scrivo sulla vita vissuta attraverso internet e la paragono alla vita di qualche decennio fa attraverso ricerche, sensazioni, storie e sentimenti veri. Per fortuna 60 anni fa non esisteva Internet, piagnucoloni e persone impegnate a rovinare le vite altrui o almeno erano una parte della popolazione con una percentuale pari allo 0,1%.

Di recente ho iniziato ad ascoltare quello che sento veramente e ho lasciato perdere ogni tipo di 'aiuto' da parte della musica, della poesia o da parte dei copioni alla Hollywood. Bloccando questi mezzi non si blocca il dolore che è presente quando si affrontano situazioni scomode, ma si riesce a capire quanto è profonda la ferita e come ci sentiamo realmente.

Agli inizi dello scorso secolo non c'era niente di più importante di amare e sentirsi amati. Gli inizi di questo secolo comprendono amare ed essere amati attraverso i likes di Instagram. Forse c'è qualcosa che non va, o dobbiamo giustificare quest'assenza di qualità con la solita frase: 'i tempi sono cambiati' ?

Elogiamo le figure che hanno segnato il concetto d'amore: riconoscerlo, viverlo, trasmetterlo; ma come pensate che sarebbe stato il nostro parere se Eros avesse avuto Instagram? Lo avremmo elogiato per il dio che era o lo avremmo elogiato per il numero di followers?

Ricordatevi sempre che se l'inizio di una storia è stato importante, la fine dev'esserlo altrettanto.

Jonathan

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