sabato 30 marzo 2013

Flora

Zefiro (vento di primavera) piega gli alberi, rapisce per amore la ninfa Clori, mettendola incinta. Da questo rinasce trasformata in Flora. (nella foto: Flora, dettaglio de "La Primavera" di Botticelli).

Vicino ai campioni di Chanel Nº 5 recuperati della riviste qualche anno fa e sotto tutte le sciarpe, eccomi davanti al 'Nº 1' del mio passato:  la prima relazione.
Le pulizie di primavere sono arrivate, è tempo di ordine ed è tempo di fare un ordine online dal sito Ikea.
Mentre sistemo quello che sembra ormai un camerino dei peggiori grandi magazzini in tempo di saldi, ovvero il mio armadio, mi trovo faccia a faccia con i sentimenti passati che non vanno mai via, per motivi da definire, o forse no.
Quando dicono che la prima relazione non si scorda mai c'è un fondo di verità: la ricorderete se è stata importante, ma non perché è stata la prima. 
I primi amori che sbocciano quando siamo dei teen sono paragonabili all'aria primaverile: freschi, divertenti, frizzanti, ma anche 'intolleranti al polline'. Mai diventare una coppia allergica a quello che si faceva prima di conoscersi e a quello che abbiamo intorno. 
Fra una vite Ikea e un'altra, mi sono posto una domanda: se il primo amore non si scorda mai, perché spesso evitiamo di salutarlo?
Ci sono tante persone che entrano ed escono dalla nostra vita, ma c'è chi entra, e anche se saluta, non andrà mai via.
Il bello delle persone importanti, anche se non sono presenti e/o non le sentiamo, è che rimarranno sempre nella scatola dei ricordi, vicini ad un tester di Chanel.

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