sabato 31 marzo 2012

Vita Privata e Social Network


Sono alcuni mesi che penso a questo, quanto hanno inciso nella nostra vita i "social network" ne sentivamo davvero il bisogno ? Vi parlo per esperienza, chi mi segue sa quanto mi sono esposto nel web, sa quando mi sono messo in "ridicolo", sa quando parlavo/scrivevo di cose serie per me o comunque dove recitavo i miei "Credo". Sono alcuni mesi dove mi sono rinchiuso in una parte del mio mondo, ho evitato di parlare di tutto quello che poteva riguardare: famiglia, vita privata, scuola, formazione, progetti, amicizie, relazioni.
Prima mi esponevo in modo differente (ma avevo anche 17 anni ricordiamolo) voglio dire, non mi pento di essermi avvolto nel nastro da "scena del crimine" e averci girato un re-make di "telephone", non mi pento di essermi mostrato come un personaggio parecchio superficiale e trash; rifarei tutto quello che ho fatto.
Ora sono abbastanza grande per iniziare ad entrare nell'ottica di quello che voglio veramente; prima internet lo utilizzavo veramente come una vetrina, e mi piaceva, ora do peso persino se scrivo "culo" credo sia un cambiamento dovuto a varie situazioni che vivo.
Questa mia "voglia di privacy" deriva dalla troppa esposizione che ho avuto e voluto... voglio dire ero biondo platino, avevo il cognome di una catena d'hotel, per quanto poteva essere cool tutto questo scintillio, a cosa mi avrebbe portato ? 
Nasce tutto da un ritorno al passato che ho affrontato e accettato in parte...
Sono stato catapultato nel mio paese d'origine per motivi famigliari che non sto ad elencare, dove ho iniziato a pormi domande di ogni tipo (sono giustificato la mia adolescenza non mi ha ancora abbandonato lol) e sono giunto a varie conclusioni: la prima è la fiducia, dove deve essere dosata su TUTTE le persone che ci stanno vicine, genitori, amici ed eventuali partner, quanto ci si pùò fidare delle persone?
Altre conclusioni, ad esempio "Il passato sarà presente nel futuro" è lui che determina le nostre azioni future... mettete delle toppe dove avete lasciato o creato dei buchi anni fà (io lo sto facendo).
Poi la prova della mia "voglia di privacy" l'ho data tingendo i miei capelli, avevo dimenticato vari valori... come ho spiegato più su, prima ero decisamente superficiale.
Sembra che io mi stia auto-insultando e invece no, sto dando prova a me stesso che l'esposizione non serve a granchè...
Sono stato sempre me stesso in questo potete credermi e se "copiavo" foto o ideali, in parte chi mi commentava in modo negativo aveva ragione... ma dall'altra parte non mi conosceva e non poteva giustamente sapere che erano ideali miei già da prima che una celebrity ne parlasse (ma questo è un altro discorso). Sento questo tremendo bisogno di giustificarmi per far capire che sono maturo per i 20 anni che ho, ma ero anche maturo per i 16-17 anni, e quelli erano gli ideali di rivoluzione che potevo avere, senza conoscere determinate cose.
TUTTO questo lungo discorso (scorrevole e senza messaggi segreti) per paragonarvi la mia vita vista sui social e la mia vita a casa fra la cucina e il mie lenzuola.
Continuerò a tenere questo distacco dai social non sono veramente utili e cosa più importante rovinano i contatti con le persone... pettegolezzi, vita privata, foto, video, sono tutte cose che possiamo far meno di esporre a perfetti sconosciuti.
Si stava così bene quando ci si dava appuntamento in piazza alle 16.30 per andare a vivere SERIAMENTE (e serenamente) o per studiare o per altre mille cose.
Riflettete come ho fatto io e poi rispondetemi a questa domanda:

"E' così importante che la nostra vita derivi da uno o più social network? non è meglio viverla e lasciar perdere il mondo virtuale in parte ?"

Baci, Jonathan.

-Photo by Simone Carta 

2 commenti:

  1. Gran bel post! Non si tratta solo di reinterpretare i propri valori, ma anche di crescere. È normale voler trasgredire durante l'adolescenza, sentirsi liberi e mostrare a tutti questa nuova libertà occupando un posto nel mondo. Poi però ci si rende conto che ostentare eccessivamente non è la chiave dell'età adulta, bisogna mostrare di saper prendere le cose con maggior serietà. Purtroppo è brutto essere ingabbiati in questo sistema di valori che la società impone, ma non ha senso dimostrare di essere eccessivamente ribelli quando si è in balia di regole, superiori e quant'altro. La vera libertà deve provenire da dentro, dal proprio modo di fare, non dall'apparire (poi, per carità, abbiamo ancora 20 anni, abbiamo ancora un po' di tempo per farlo) :)
    Comunque fai bene a volere la tua privacy, spesso in università ho sentito dire "State attenti a quello che pubblicate, perché potrebbe pregiudicare il vostro ingresso nel mondo del lavoro o comunque la vostra reputazione"... Io in genere ragiono in questo modo: sapendo che ai miei genitori basta digitare il mio nome e cognome su Google o su Facebook per trovare quello che sono/faccio/condivido, prima di pubblicare qualcosa mi chiedo:"Cosa potrebbero dire i miei genitori se vedessero questi contenuti?" Se penso che non ne sarebbero contenti restringo al massimo la privacy, oppure non pubblico proprio. Alla fine si tratta di applicare il gioco delle maschere che avviene nella vita reale: ci sono cose che puoi far sapere a tutti, altre che vuoi rimangano personali o comunque ristrette a pochi, ma perché è giusto così, chi non ci conosce non ha il diritto di sapere cosa facciamo il sabato sera, non solo perché non sono affari suoi, ma perché si toglie anche il gusto di conoscersi: ormai guardando il profilo Facebook di una persona appena facciamo la richiesta scopriamo di tutto, prima ancora di conoscerla veramente, non è triste?

    Oddio scusa per aver fatto un commento così lungo O_O

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    1. Quoto tutto quello che hai detto, la penso come te .
      e si purtroppo è davvero triste che la nostra vita privata sia sulle mani e gli occhi di tutti.

      Grazie per il commento :)

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